Tutti gli articoli di Vinoteca Esposito

Siamo in Piazza Castello ad Acerra (NA), dal 1997. Aperivino tutti i giorni e la domenica fino alle 14,00.

Le Bollicine di Capodanno? Ve le consigliamo noi!

Spumante, Prosecco, Champagne. Andiamo alla ricerca dei nostri migliori spumanti per il brindisi di Capodanno: quali sono e come riconoscere la giusta etichetta per la notte di San Silvestro. Abbiamo provato a darvi qualche suggerimento dalle nostre proposte, cercando di restare in Italia, con un grande occhio al territorio campano.


Falanghina Spumantizzata Extra Dry

“Oro del Marchese”

Denominazione:  Vino Spumante Falanghina Extra Dry
Vitigno: Falanghina 100%
Gradazione alcolica: 12 %Vol.
Caratteristiche organolettiche: Colore giallo paglierino con tonalità verdognole, perlage fine e brillante, caratteristico profumo fruttato di buona intensità con sentori di frutta esotica . Al palato armonioso, elegante e di struttura

Temperatura di servizio: 8 °C


Emozione Bianco Fontenovella

Un’altra Falanghina spumantizzata, un must della nostra Vinoteca.

Vino bianco igt, frizzante grazie alla fermentazione naturale di uve falanghina provenienti dalle colline dell’avellinese e del beneventano. Un vino da tavola igt amabile ma non troppo per chi del vino ama il gusto, l’intensità ma apprezza anche la gradevolezza di bollicine che siano dolci al punto giusto.

bott. 75cl   12%vol


Millesimato Bellenda

Spumante morbido e aromatico dal bouquet delicato e caratteristico. Si ottiene dalla fermentazione naturale delle nostre uve Glera delle colline di Conegliano e Valdobbiadene. È un eccellente aperitivo e si accompagna felicemente con pasticceria e dessert a base di frutta. Va servito ben fresco a 6-8° C.


Alta Langa DOCG. Metodo Classico di Fontanafredda.

Millesimato 2010 con permanenza sui lieviti di oltre 30 mesi. Un’Edizione Limitata per veri intenditori.


ESORDIO

Extra Dry

Uva da cui è prodotto: Cuvée di uve bianche
Tipo di vinificazione: metodo charmat
Temperatura di servizio: 6 – 8° C
Gradazione alcolica: 7% vol.
Volumi disponibili: 0,75 lt


 

 

Abate Nero Brut (Trentino)

Abate Nero – Tremnto D.O.C. – Metodo Classico

Spumante Classico Trentodoc non dosato di profumo e gusto particolarmente fine, secco ed elegante, ha grande personalità esaltando le note tipiche dello Chardonnay.

coloreEsame visivo:
Giallo paglierino con riflessi verdolini. Perlage fine e persistente

profumoEsame olfattivo:
Frutta a polpa bianca con gradevoli sentori vegetali ed un richiamo agli agrumi

saporeEsame gustativo:
Secco, caratterizzato da un piacevole ed equilibrato mix di freschezza e sapidità, con un elegante fondo di frutta fresca

 Prodotto fin degli anni ottanta, Abate Nero Extra Brut è stato più volte segnalato con “Due bicchieri rossi” sulla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, con “Quattro grappoli” sulla guida Duemilavini/Bibenda e con “Quattro sfere” sulla guida Sparkle di Cucina & Vini, mentre Luca Maroni gli ha assegnato 85 punti.

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Fiano e Taurasi pregiati per le vostre tavole di Natale e Capodanno

Vi presentiamo due bottiglie d’eccezione che non possono mancare di accompagnare pranzi e cenoni delle vostre feste. Li trovate da noi in enoteca, in Piazza Castello ad Acerra. Sono delle rinomate Cantine di Fontenovella.


Fiano di Avellino docg

CANTINE DI FONTENOVELLA

Il Fiano di Avellino DOCG e’ un vino bianco secco, intenso, elegante e strutturato, adatto anche all’invecchiamento. Armonico, equilibrato e ricco di sfumature di frutta secca ha un profumo fino molto caratteristico. La produzione è rigidamente controllata dal disciplinare per la denominazione di origine controllata e garantita della provincia di Avellino.

Zona di produzione: LAPIO (AV).

Tipologia del terreno: argilloso-calcareo.

Sistema di allevamento: a spalliera con resa per ettaro 70/80 q.li

Tempo di raccolta: Ottobre

Vitigno: Fiano in purezza

Colore: giallo paglierino tenue.

Profumo: fruttato, elegante con toni pronunciati di mela verde.

Sapore: sapido, fine ed equilibrato con lunga persistenza.

Abbinamento: antipasti di mare, risotti di mare e coniglio al vino bianco.

Temperatura di servizio: 8°/10°

Titolo alcolometrico: 12,50%-13%

Acidità totale: 5,50/6,50

Estratto secco: 24/30

Tipo di vinificazione: L’uva diraspata, lievemente pigiata viene immessa in un vaso vinario coibentato e raffreddato per 10-12 ore alla temperatura di 4°-5° (criomacerazione) e poi pressata, il mosto fiore ottenuto subisce un illimpidimento mediante decantazione statica a freddo e fermentato a temperatura controllata (14°-16°).


Taurasi docg


Colore: Rosso intenso, tendente al granato con riflessi aranciati con l’invecchiamento.

Profumo: pronunciato, etereo, gradevole ed intenso con note di vaniglia e liquirizia con sottofondo di frutti di bosco.

Sapore: asciutto, austero, armonico, equilibrato con forte retrogusto persistente.

Abbinamento: piatti di buon spessore aromativo, primi piatti al sugo di carne, selvaggina, carni rosse, arrosto, formaggi stagionati e castagne.

Temperatura di servizio: 16/18° dopo una lunga ossigenazione.

Vinoteca Esposito, dal 1997 in Piazza Castello ad Acerra

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Vino: quale bottiglia regalare a Natale?

Cosa regalare a Natale a un amante del vino?

Noi di Vinoteca Esposito, come ogni anno, proviamo ad aiutarvi a rispondere a questa domanda con i nostri articoli di approfondimento e le selezioni che abbiamo scelto per voi, i vostri parenti, amici e colleghi.
Apriamo il primo post di Natale 2017 con tre proposte che lasceranno un ricordo indelebile nei vostri ospiti e a coloro a cui regalerete una delle bottiglie che vi stiamo per raccontare…

SERRALUNGA D’ALBA BAROLO DOCG

Vinificazione: la fermentazione è, secondo tradizione, effettuata a temperatura controllata (30-31° C) in tini di acciaio inox
a cappello galleggiante, per una durata di 15 giorni, con frequenti rimontaggi per ottimizzare l’estrazione delle sostanze
polifenoliche.
Affinamento: un anno in barriques di rovere di Allier e un ulteriore anno in botti di 2.000-3.000 litri, sempre di rovere di
Allier. Dopo una leggera chiarifica, il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento, che varia in funzione delle
caratteristiche dell’annata, ma che non è mai inferiore a 12 mesi. L’apice dell’affinamento si raggiunge dopo 8-10 anni dalla
vendemmia, ma varia poi nella durata, anche sensibilmente, a seconda delle annate.

Il colore del vino è rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è netto e intenso, con sentori di vaniglia, spezie, rosa
appassita e sottobosco. Il sapore è asciutto, morbido, pieno, vellutato, armonico e lungamente persistente.

Abbinamenti

Ideale nell’accostamento a piatti di carni rosse importanti e a formaggi di media e lunga stagionatura. Può piacevolmente
anche accompagnare il conversare di fine pasto.

 


TENUTE NEIRANO BARBERA D’ ASTI SUPERIORE

lt3 in cassetta di legno.

DENOMINAZIONE
LE CROCI BARBERA D’ASTI SUPERIORE D.O.C.G.
VITIGNO
100% Barbera d’Asti. Uve provenienti da vigneti con
produzione massima di 60 quintali per ettaro.
VINIFICAZIONE
Tradizionale, con frequenti rimontaggi del mosto sulle
bucce.
AFFINAMENTO
Un anno in piccole botti di rovere.
Sei mesi in bottiglia.
CARATTERISTICHE
E’ un Barbera di grande corpo e struttura. Di colore
rosso carico, ha sentori di ribes e mora selvatica con
retrogusto tostato proprio delle barriques.
ABBINAMENTI
Carni rosse e selvaggina.
Si consiglia di servire a 20° in bicchieri di grande
capacità.


QUINTODECIMO GIALLO D’ARLES ED EXULTET

A Quintodecimo si producono tre vini bianchi, rispettivamente ottenuti dalla vinificazione in purezza delle tre principali varietà di uva bianca campane: Fiano, Greco e Falanghina. Le uve provengono da tre singole vigne ubicate nelle zone di elezione di ciascuna cultivar, chiamate, rispettivamente: Exultet, Giallo D’Arles e Via Del Campo. La vigna dell’ Exultet si trova a Lapio, areale di massima espressione dell’uva Fiano; la vigna del Giallo D’Arles è a Tufo, culla del Greco di Tufo; la vigna Via Del Campo è stata piantata a Mirabella Eclano in un sito particolarmente adatto ad una piena espressione del potenziale enologico dell’uva Falanghina. Dunque i vini bianchi di Quintodecimo, sono tre cru in monovitigno, molto influenzati dall’annata nell’espressione del loro carattere varietale.

GIALLO D’ARLES: GRECO DI TUFO  –  DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA

L’uva del vitigno Greco di Tufo è caratterizzata da un contenuto di materia colorante superiore alle altre uve bianche campane. Per questo motivo alla maturazione presenta un bel colore giallo dorato con toni ambrati dal lato del sole. Il mosto è giallo-ocra tendente al rossiccio. Il vino, se non sottoposto a chiarifiche, è giallo-oro intenso. Giallo d’Arles è un’interpretazione estrema e rigorosa del Greco di Tufo. È un cru prodotto con le uve provenienti dalla vigna del Giallo d‘Arles che si trova a Tufo. Il colore giallo-oro antico, tipico della denominazione, è reso ancora più intenso dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere e dalla completa assenza di interventi di chiarifica. È un vino bianco con la struttura di un rosso, potente e raffinato, caratterizzato da una profonda mineralità fusa con note di albicocca e confettura di mela cotogna e da un gusto pieno e fresco. Giallo d’Arles ha anche una straordinaria predisposizione alla maturazione in bottiglia guadagnando, col trascorrere degli anni, in eleganza, complessità ed armonia. Il nome dato al vino è un omaggio al colore preferito da Van Gogh durante tutto il periodo trascorso ad Arles: un giallo preludio del rosso.

EXULTET

FIANO DI AVELLINO    DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA

Exultet è un’elegante e raffinata interpretazione del Fiano di Avellino. È un cru prodotto esclusivamente con le uve provenienti da una sola vigna di Fiano che si trova a Lapio. Presenta un colore giallo luminoso con riflessi verdi e nitidi profumi varietali di tiglio, acacia e timo. Di struttura densa e continua sviluppa aromi di frutta esotica, agrumi canditi e miele in una lievissima matrice minerale. La sua particolare eleganza deriva anche dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere. E’ un vino longevo che può invecchiare bene anche per alcuni decenni grazie alla sua ricchezza in precursori d’aroma ed alla sua freschezza ed integrità di gusto. Il nome dato al vino prende origine dall’Exultet di Mirabella Eclano in cui viene riportato anche un omaggio alle api. Gli Exultet sono rotoli liturgici del medioevo meridionale. Essi sono una sorta di prodotto multimediale ante litteram formato da fogli di pergamena cuciti insieme sui quali è trascritto il testo della benedictio cerei, corredato da notazioni musicali ed illustrato da miniature che corrono nel senso inverso alla scrittura.

Vi aspettiamo ad Acerra, in Piazza Castello.

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Hellenica Taurasi DOCG: intensità avvolgente

Vinoteca Esposito è sempre alla ricerca di vini che uniscano la qualità del bere all’identità del territorio da cui provengono.

Per questo lavoriamo costantemente per ricercare quelle realtà che lavorano per fornire un prodotto del territorio, sano, pulito e frutto di una reale passione per l’Arte di coltivare il Vino“.

La famiglia di Cantine De Santis è un esempio in questo senso con  le sue tre generazioni di viticoltori e una vigna sulle verdi colline irpine di Montemiletto (AV), La vocazione alla genuinità dell’aglianico e del Taurasi vinificato in purezza  ha prodotto Hellenica Taurasi.

Il giornalista ed esperto di vino e di cibo, Gimmo Cuomo, sul Corriere del Mezzogiorno lo ha descritto così:Da tempo non assaggiavo qualcosa di tanto convincente proveniente dall’area del Taurasi. Mi imbatto per caso in questa bottiglia di Hellenica docg di una piccola azienda agricola di Montemiletto, condotta da Felice De Santis e dal padre Alberto. Una macchia nera di 15,5 gradi che, tuttavia, non offuscano la nitidezza dei profumi, nè, tantomeno, infiammano il palato.

Rubino scuro, praticamente impenetrabile. Il vino ruota lentamente nel calice. Già l’esame visivo ne svela la generosa opulenza comprovata dalla lenta e colorata lacrimazione sulla parete interna. Profumi molto intensi e ampi. In evidenza la frutta, soprattutto le more, altri piccoli frutti di bosco, la confettura di amarena, accompagnata da intriganti note speziate e da sentori sempre più forti di liquirizia. Sarà interessante verificare nel tempo l’evoluzione del quadro aromatico. Il sorso è avvolgente, reso equilibrato dalla sostenuta acidità. I tannini rivelano l’estrazione sapiente e non risultano fastidiosi. Lungo finale con ricordi fruttati.”

 

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Baccalà: il Re del Natale! Pronti a degustarlo in tutte le sue varianti?

A Natale il Baccalà (e lo Stoccafisso) è il piatto nazionale! Vinoteca Esposito ha una storia che affonda le proprie radici familiari in diverse generazioni di cosiddetti “baccalaiuoli“, come ben raccontato nella presentazione di questo sito che trovate qui, oppure nel video qui sotto, pubblicato’ qualche tempo fa sulla nostra pagina Facebook.

Per Natale 2016, per le vostre tavole dellae vigilie del 24 e del 31 dicembre, Vinoteca Esposito vuole onorare la tradizione offrendovi il meglio del meglio dei prodotti del Gruppo Esposito.

In particolare accettiamo fin da ora ordinazioni per Baccalà secco e basgnato, ma anche pronto e da asporto e prenotazioni speciali per Natale e Capodanno. Raccontateci i vostri desideri, i peccati di gola che vorreste esaudire, i vostri vizi e gli sfizi che vi appassionano.

Vi aspettiamo, il numero è quello di sempre, come noi…

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Ci vuole il Quid per una Falanghina e un Aglianico così…

Dal colore giallo paglierino brillante e il caratteristico profumo fruttato di buona intensità con sentori di cedro, frutta bianca e lieviti, Quid Falanghina Spumante Brut, risulta cremoso e piacevole e dà sensazioni di gradevolezza. Un vino bilanciato al palato, uvaggio falanghina in purezza. Una vera chicca delle Cantine La Guardiense.

Suscita curiosità a piacevoli sorprese al palato anche questo Aglianico 100% rosato brut, tendente ad un rosa cipolla, fresco con sentori di frutta rossa e lieviti. Molto elegante presenta un perlage fine e persistente. Di grande armonia e molto bilanciato.

Entrambi aperitivi per eccellenza, sono indicati anche a tutto pasto, l’uno o l’altro a seconda delle portate.

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Cubìa: un bianco raffinatissimo e dalla complessa personalità

I fratelli Diego e Alberto Cusumano che gestiscono da anni l’azienda di famiglia; 400 ettari vitati distribuiti in tutta l’isola per esaltare le peculiarità delle zone interessate.

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È con la linea dedicata ai vini del proprio territorio che Cusumano riesce ad esprimere il meglio della Sicilia e delle sue mille sfumature. Vini intensi e vibranti, sempre fini e dotati di quella complessità che solo i migliori vigneti sono in grado di offrire. Il Sicilia Insolia DOC “Cubìa”  di Cusumano nasce nella Tenuta di Ficuzza, non lontano da Palermo, da un’attenta selezione delle migliori uve di insolia, una delle più importanti varietà di tutta la Sicilia. Vinificato e lasciato maturare per pochi mesi in sole vasche di acciaio al fine di mantenere inalterata la sua freschezza e la sua fragranza, è bianco che nel bicchiere spicca per freschezza mediterranea, per finezza e per eleganza. Il Sicilia Insolia DOC “Cubìa” è un vino di rara aderenza territoriale, tra i più interessanti esempi della tipologia.

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Tenuta Ficuzza Piana degli Albanesi (PA). 189 ettari, 700/800 m di altitudine, terreno franco argilloso, 60 microaree. Uve Insolia 100%. Esposizione Sud. Età media dei vigneti 15 anni. Allevamento Vigneti allevati a spalliera, densità 4500 piante per ettaro. Resa 60 q di uva per ettaro. Vendemmia Manuale, prima decade di settembre. Vinificazione Macerazione a freddo e successiva defecazione statica. Fermentazione in botti da 20 hl e permanenza sulle fecce di fermentazione per circa sei mesi, successivo affinamento in bottiglia. Bottiglie Litri 0,75 / 1,5

Paglierino luminoso dai riflessi dorati, denota aromi di frutta a polpa gialla matura, mandarino, tiglio ed erbe aromatiche. Al palato spiccano le note sapide e fresche ma ben equilibrate da una gradevolissima morbidezza. Persistenza su ritorni fruttati.

 

La sede di Cusumano, un piccolo gioiello di design
La sede di Cusumano, un piccolo gioiello di design

Servito ben fresco è un grande aperitivo.

Accostamenti gastronomici: crostacei, carni bianche, orecchiette alle cime di rapa.

Riconoscimenti:

– 94/100 (James Suckling 2014)

– 89/100 (Wine Enthusiast 2014

– 4 Grappoli (Bibenda Duemilavini 2014)

– 88/100 (Robert Parker’s Wine Advocate 2014)

– 2 Bicchieri (Gambero Rosso 2014)

Cusumano s.r.l.
C.da San Carlo – Partinico (Palermo) 90047
t +39.091.8908713
http://www.cusumano.it
info@cusumano.it

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Chianti Tenute del Cerro: il rosso eclettico, ma facile da bere

Il Chianti Colli Senesi DOCG di Tenute del Cerro è un rosso leggero e fragrante, eclettico e facile da bere. Un Chianti il cui passaggio in legno è piuttosto breve, al massimo di tre mesi, e che trova particolare compimento a tavola grazie ad un grande equilibrio gustativo ed un corpo mai eccessivo.

Rosso rubino molto vivo con rapidi riflessi violacei, al naso esprime profumi intensamente fruttati, con note di amarena, di ciliegia e sentori delicatamente balsamici ed erbacei sul finale. Il sapore è pieno, morbido, di buon corpo e di discreta persistenza.

Abbinamenti

A tutto pasto, è vino che va servito fresco di cantina, fra i 16 e i 18 °C, e che trova felice abbinamento con primi piatti saporiti ai sughi di carne e di funghi, spezzatini di vitello e pollame arrosto.

Cantina

Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Colli Senesi, da sempre le Tenute del Cerro, ex Saiagricola, hanno investito nei migliori territori del vino italiano riuscendo a coniugare numeri e qualità. Nata nel 1978 come impresa dedicata agli investimenti in agricoltura del Gruppo Unipol nel corso degli anni è realtà che è cresciuta nel pieno rispetto dei valori che da sempre la contraddistinguono. Un’impresa in cui l’agricoltura viene intesa nella sua accezione più nobile e che riesce a qualificare ogni cantina scoprendone e valorizzandone le caratteristiche uniche. Del resto non sono molte le realtà del panorama agricolo nazionale che possono vantare quasi 5000 ettari di terreno di proprietà in tre diverse regioni, collocate in alcune tra le aree più prestigiose per ognuno dei prodotti presentati e che riescono ogni anno a produrre vini moderni e di grande nel pieno rispetto delle denominazioni di appartenenza.

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La ricetta: spaghetti con baccalà, olive, capperi e pomodori secchi

Ada Parisi su Siciliani creativi in cucina, propone una ricetta con Sua Maestà il Baccalà che ci è piaciuta molto e che proponiamo a voi con qualche personalizzazione e in abbinamento un vino della nostra selezione.

Voglia di una pasta semplice ma dai sapori intensi? Allora non perdete questi spaghetti alla chitarra con baccalà, olive nere di Gaeta, pomodori secchi e capperi. Ovviamente non mancano un po’ di timo e di prezzemolo né, tanto meno, un pizzico di scorza di limone che rende tutto più fresco. Il baccalà, già ammollato, viene sbollentato in poco latte, poi si pulisce dalla lisca. La preparazione del sugo dura il tempo necessario alla cottura della pasta. E’ un sugo mediterraneo che non può non piacervi!

Ingredienti per 4 persone:

  • 360 grammi di spaghetti alla chitarra
  • 400 grammi di baccalà già ammollato
  • latte quanto basta per sbollentare il baccalà
  • 20 olive nere di Gaeta
  • una manciata di capperi di pantelleria
  • 10 pomodori secchi sotto’olio
  • uno spicchio di aglio in camicia
  • 8 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • timo al limone quanto basta
  • prezzemolo tritato quanto basta
  • sale e pepe quanto basta
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco
  • pane grattugiato raffermo quanto basta
  • un pizzico di scorza di limone grattugiata

Mettere in una casseruola il baccalà e ricoprirlo con il latte, sbollentarlo per 10 minuti, poi togliere la pelle, eventuali lische e farlo a pezzetti non troppo piccoli. Tritare a listarelle i pomodori secchi, tritare finemente i capperi, fare a pezzetti le olive. Mettere in una padella l’olio e l’aglio in camicia, rosolarlo senza fare prendere colore e unire il baccalà: soffriggerlo a fuoco alto e sfumare con il vino. Fare evaporare e aggiungere i capperi . Fare insaporire il tutto per 5 minuti e unire i pomodori secchi, le olive, le zeste di limone, il prezzemolo e il timo tritati: solo a questo punto salare e pepare. Rimuovere l’aglio.

Tostare il pane grattugiato in una padella finché non diventa dorato.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolarla al dente mettendo da parte un po’ dell’acqua di cottura. Fare saltare la pasta con il sugo unendo se necessario un po’ dell’acqua di cottura per mantecare meglio ed eventualmente un filo di olio evo.

Impiattare e cospargere gli spaghetti con il pane grattugiato tostato.

Abbinamento dalla selezione di Vinoteca Esposito

Rosato del Salento Tenute Emèra
Rosato del Salento Tenute Emèra

Un rosé raffinato, di struttura, elegante dai profumi di fruttati, al palato quasi ciliegioso. Piacevole con l’aggiunta della indiscutibile qualità dei prodotti Emèra.

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Tradizione: il Venerdì di Quaresima è Baccalà

L’astinenza dalle carni o giorno di magro è un precetto generale della Chiesa cattolica che impone di non mangiare carne il venerdì e gli altri giorni proibiti. Il pesce è ammesso durante l’astinenza, per cui il venerdì è il giorno in cui tradizionalmente si consuma pesce nei paesi a maggioranza cattolica. L’astinenza risale a tempi molto antichi, in origine era di più giorni alla settimana, poi concentratisi nel venerdì, scelto in considerazione del venerdì di passione.

Forse non tutti sanno che secoli fa il Concilio di Trento (aperto da papa Paolo III nel 1545 e chiuso, dopo numerose interruzioni, nel 1563) non riuscì, come noto, nel compito di ri-comporre lo scisma protestante e di ripristinare l’unità della Chiesa, ma ebbe pieno successo nell’introdurre, tra le prescrizioni di merito salvifico, una sorta di cucina di precetto che rese popolare il baccalà e lo stocco in sostituzione del più pregiato e costoso pesce fresco, appannaggio quasi esclusivo di ricchi e prelati.

177563091-wooden-scaffold-stockfish-lofoten-dryingChe cibi gustosi e genuini come lo stoccafisso e il baccalà siano una possibilità di pietanza tra quelle consentite dal Concilio di Trento nel periodo di quaresima non è un dato così scontato. Si dovette scomodare un vescovo svedese, tale Olao Magno, per far sì che il pesce dei mari del nord essiccato, già ai quei tempi (siamo alla metà del ‘500) commerciato e venduto in tutta Europa, entrasse nell’elenco dei cibi consentiti ai buoni cristiani, nel periodo di penitenza che precede la Pasqua.

baccalà

Dopo il Carnevale dunque con l’inizio della Quaresima s’apre anche, oltre a quello liturgico, un nuovo periodo gastronomico dell’anno. Non a caso si parla, a questo proposito, di cucina “quaresimale”, composta da piatti rigorosamente di magro, in sintonia col precetto della Chiesa cattolica che vieta il consumo di carne, in particolare di venerdì.

NOI DI VINOTECA IL BACCALA’ E LO STOCCO LI CUCINIAMO E TE LI PORTIAMO FINO A CASA: LEGGI QUI.

Un buon vino rosso per il pesce? Leggi qui.

Le qualità del Baccalà rispetto ai rischi della carne: leggi qui.

Le proprietà afrodisiache dello stoccafisso: leggi qui.

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